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| Le e-mail ad indirizzo multiplo: un caso di violazione della privacy? |
Questa settimana l’articolo trae spunto dalle numerose segnalazioni dei lettori che hanno visto includere il proprio indirizzo E-Mail in posta elettronica “a destinatario multiplo” (per essere più chiari trattasi di posta elettronica che viene mandata come Fwd oppure alla voce cc presenta numerosi indirizzi e-mail ): come conseguenza i malcapitati di turno hanno iniziato a ricevere messaggi da terzi né richieste, né tantomeno gradite. L’argomento merita qualche riflessione: la questione va inquadrata nel delicato settore della privacy on line, ed occorre domandarsi innanzitutto se l’indirizzo di posta elettronica debba essere considerato o meno un “dato sensibile” . Va subito premesso che in materia di internet e privacy esistono delle ampie zone d’ombra, e quindi, ci sono molte persone disposte ad approfittarne. Su questa delicata tematica non c’è ancora un orientamento univoco, infatti da molte parti si sostiene che l’E-mail non sia un dato “sensibile” argomentando questa idea anche con la circostanza che spesso è possibile ottenere gratuitamente l’indirizzo (o gli indirizzi) di posta elettronica e ci si trova dinanzi ad un aspetto meramente “virtuale”, che non potrebbe in ogni caso godere di una protezione assimilabile a quella dei dati “personali”. Questa idea non può essere né condivisa né accettata, infatti, con le profonde mutazioni avvenute anche grazie alle innovazioni tecnologiche, l’indirizzo “E-Mail” è destinato a divenire un primario dato “sensibile” , quasi indispensabile per le più evolute forme di comunicazione e, non a caso, il tema della privacy e della tutela dei dati personali è sempre specificatamente richiamato da tutti i portali internet al momento della sottoscrizione delle caselle di posta elettronica. Esistono in definitiva numerosi elementi di natura pratica tali da far apparire l’indirizzo e-mail come un “dato personale” , e quindi suscettibile delle forme di protezione previste dalla legge 675/96 e successive applicazioni. Se si accetta questo presupposto, ne discende la conseguenza che la cessione a terzi e senza autorizzazione, seppure in buona fede, di un altrui indirizzo e-mail può essere tranquillamente configurata come una violazione della legge 675/96 con tutte le conseguenze penali e civili del caso. Comunicare arbitrariamente a terzi l’e-mail di un soggetto significa esporlo a rischio di spamming, di invio di virus informatici e di altri potenziali danni commessi via posta-elettronica. In attesa di un chiarimento “ufficiale” sul punto da parte delle autorità preposte è quindi opportuno non spedire e-mail ad indirizzo multiplo e, anche se ciò richiederà maggior tempo, inviare la corrispondenza via-web a ciascun singolo interlocutore: si eviterà di arrecare inutili fastidi ai malcapitati di turno e, soprattutto, di far conoscere a malintenzionati gli altrui indirizzi di posta elettronica
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Autore: Avv. Stefano Massa |
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